La fatturazione elettronica è entrata in vigore da poche settimane ed è già preda di attacchi hacker. La nuova truffa sfrutterebbe una falla del sistema informatico di trasmissione delle fatture elettroniche.
Come funziona
Attraverso attacchi informatici mirati, gli hacker riescono a entrare nel sistema di interscambio (Sdl) delle fatture elettroniche e a sostituire l’Iban del creditore, deviando i pagamenti verso un conto corrente diverso.
Nell’immediato a subire i danni della truffa sono quindi sia il debitore che il creditore, ma è ovvio che il creditore potrà sempre richiedere il pagamento non ricevuto, anche ricorrendo a decreto ingiuntivo. Il truffato reale quindi, è chi pensa di aver saldato una fattura che, in realtà, risulterà essere non pagata, con tutte le conseguenze che questo comporta.
Come difendersi
L’unico modo per non incorre nel rischio di cadere vittime di questa truffa è di non far inserire l’Iban nella fattura (non è un dato obbligatorio) oppure di assicurarsi sempre per via telefonica della correttezza delle coordinate bancarie inserite in fattura prima di fare qualsiasi versamento.
Cosa fare se si viene colpiti
In caso si scopra di essere stati vittima di questa truffa, il consiglio è quello di provvedere al secondo pagamento sull’Iban corretto, per evitare che il fornitore proceda con azioni di rivalsa che aumenterebbero ulteriormente la perdita. E, naturalmente, informare subito le autorità competenti, ovvero la Polizia Postale.